Inespressi Abissi esplora la dimensione psicologica e simbolica dell'esistenza. I temi del desiderio, della resistenza e della speranza emergono attraverso forme sospese tra architettura e corpo, materia e memoria. Il paesaggio urbano diventa metafora interiore: uno spazio mentale in cui convivono forza e fragilità. L'influenza di Carrà e De Chirico si ritrova nella sintesi formale e nel lirismo silenzioso, che interpreto in chiave contemporanea attraverso un uso monocromatico del colore e strutture biomorfe ispirate a oggetti della cultura materiale, come le nasse da pesca.
Il tema di questo ciclo pittorico è l'altrove, un luogo che nasce da una visione onirica e immaginifica, da un senso di precarietà e al tempo stesso di passione per la vita. La casa, l'albero sono forme archetipiche che diventano metafora del contrasto fra la staticità della materia e la leggerezza dello spirito, che in queste opere assumono un'entità indivisibile. Anche la luce diventa metafora di salvezza e rigenerazione. L'influenza della pittura metafisica di Carrà e De Chirico è evidente ma la tecnica pittorica differisce perché basata su sottili velature che donano alla tonalità monocromatica profondità e un senso di sospensione. Queste opere esprimono la necessità di ricondurre l'uomo alla propria dimensione interiore e a fargli riscoprire la semplicità e la sobrietà.