Campi Elisi (2021 - 2023)

Campi Elisi si presenta come un ponte tra realtà e utopia, invitando lo spettatore a immergersi nell'atmosfera dei giardini eterni. Questo luogo, evocato nella letteratura antica, è tradizionalmente visto come un regno ai margini del mondo conosciuto, riservato alle anime dei valorosi, dove si trovano armonia e pace. Io lo immagino come un luogo dove la natura prospera in maniera spontanea, senza intervento umano; una distesa di fiori, la cui naturalezza ci invita a una riflessione sulla necessità di riconnetterci ai valori essenziali e alla semplicità. Ispirato dai campi fioriti di Klimt, ho sviluppato una tecnica pittorica basata su stratificazioni e tonalità monocromatiche, che restituisce un'atmosfera nostalgica di un mondo perduto, dove i campi conservano ancora la loro purezza originaria, non violata dallo sfruttamento umano. Campi Elisi evoca la condizione utopica di un paradiso non relegato all'ultraterreno ma possibile qui e ora, nel mondo in cui viviamo. È un invito a immaginare un futuro in cui l'armonia con la natura non sia un ricordo perduto ma una realtà da custodire e rigenerare. In questo spazio sospeso tra mito e possibilità, lo spettatore non contempla soltanto un paesaggio ideale: riconosce in esso il riflesso di ciò che il mondo potrebbe ancora diventare.